Nessun escamotage. Se domani il verdetto  per la sindaca di Roma Virginia Raggi dovesse essere la condanna in  primo grado, il M5S terrà la linea dura. Dunque dimissioni subito, e,  in caso di mancato passo indietro, 'cartellino rosso': per i 5 Stelle  l'espulsione sembra l'unica via praticabile.      

  I vertici del M5S non si sbilanciano ufficialmente sul destino della  prima cittadina e su un eventuale piano B anche per "non influenzare i giudici". Ma ai piani alti del Movimento la strada in caso di condanna sembra già tracciata: "Per il M5S sarebbe inevitabile il ritorno alle  urne", spiega all'Adnkronos una fonte governativa 5stelle.       

Per il Movimento la partita, in caso di verdetto sfavorevole, sarebbe  chiusa: condanna uguale via dal Campidoglio. A quel punto starebbe  solo alla sindaca e alla sua maggioranza decidere se andare avanti  senza la bandiera del Movimento, 'traslocando' al gruppo misto. Sempre che riesca a mantenere i numeri per non far cadere la giunta.

Stamani sul destino della sindaca, imputata per il reato di falso in relazione alla nomina di Renato Marra alla direzione del  dipartimento Turismo del Campidoglio, si era espresso il vicepremier e capo politico del Movimento Luigi Di Maio: "io non conosco l'esito del processo, ma il nostro codice di comportamento parla chiaro e lo  conoscete".       

Nel documento -il cosiddetto codice etico messo a punto nel gennaio  2017 dall'attuale ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e  all'epoca passato alle cronache come il 'salva Raggi' proprio perché  evitava sanzioni in caso di rinvio a giudizio- è prevista  l'incompatibilità tra una carica e una condanna anche solo in primo  grado "per qualsiasi reato commesso con dolo".       

In queste ore, si stanno rincorrendo voci di piani B in seno al M5S  per tenere in vita la giunta e la sindaca, in caso il verdetto dovesse essere di condanna. Anche perché, osservano in molti, c'è l'avanzata  della Lega che potrebbe spodestare il Movimento dalla Capitale. Ma i  vertici chiariscono "che le regole saranno applicate  senza indugio". Viene smentita anche l'iptoesi, circolata sulla  stampa, di una consultazione online per decidere il destino della  sindaca.

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